LA FONTANA INFORMA – N. 40 novembre 2015

 Numero Unico: a che punto siamo 

la sentenza del TAR

 

  • ha dato ragione alle Centrali RTX per le modalità del bando per il NUMERO UNICO,
  • ma ha anche sancito la legittimità del CONTRATTO con FASTWEB per la creazione e la gestione del NUMERO UNICO del Comune di Milano, che è quindi definitivamente e legittimamente sulla piazza e sul mercato.

Il TAR, tra l’altro, accogliendo le tesi in merito sollevate dai Radiotaxi, afferma nella sostanza che:

a) il sistema di assegnazione delle chiamate, dice il Tar, non è parte integrante del “servizio pubblico taxi e quindi non è necessario che se ne occupi direttamente il Comune: è un “settore attinente alla regolazione del servizio taxi” la cui “gestione spetta al mercato” (!!) fornendo così curiosamente un insperato assist ai nuovi operatori(Uber compreso!) che si affacciano prepotentemente nel mercato del trasporto persone, proprio nel momento in cui la battaglia legale che vede impegnata la categoria contro queste realtà si fa più aspra.!

b) il Comune è andato oltre la delibera del progetto di sostituzione delle colonnine, sentenzia sempre il Tar, finendo con il creare una nuova Centrale Radio…

c) l’attività dei Radiotaxi, argomenta ancora il giudice di merito, risponde già alle esigenze di funzionalità ed efficienza richieste dal servizio.

A nostro avviso, questa sentenza del TAR ignora o dimentica

come fin dalle prime enunciazioni il progetto del Comune fosse esplicitamente orientato a creare quel “taxi di prossimità(il taxi più vicino al cliente) rispetto alla realizzazione del quale né il costoso e superato sistema delle colonnine telefoniche né il frammentato sistema delle Centrali Radiotaxi risultavano più adeguati.

Secondo noi questa sentenza del TAR nega l’evidenza

  • è realtà evidente perfino ai Radiotaxi ricorrenti, come la frammentazionestrutturale del sistemaRadiotaxi disperda e limiti irrimediabilmente la capacità di servizio della pur consistente flotta       taxi milanese autorizzata
  • non meno evidente è la diseconomia del sistema, generatore di costi abnormi sia per gli operatori (oltre 10 milioni di canone annuo in capo ai tassisti ) che per gli utenti (tariffe conseguentemente più elevate, e un servizio più carente…)
  • né è meno evidente la derivamonopolistica del sistema, determinata dalla pretesa di esclusiva imposta dalla Centrale Rtx ai tassisti aderenti (ai quali viene preclusa ogni altra modalità di acquisizione del servizio che non sia quella proposta dalla Centrale di appartenenza…), tanto evidente da essere da ultimo contestata anche dall’Autorità Nazionale dei Trasporti, che ne ha fatto oggetto di proposta di modifica della stessa legge 21/92 al Parlamento

 il ricorso al Consiglio di Stato

in questo contesto è solo per rivendicare una sentenza (entro Natale?…) che veda riconosciuto il comportamento dell’Amministrazione anche nelle modalità, oltre che nella sostanza, del progetto di MilanoinTaxi.

Il comunicato del Comune

Alle motivazioni della sentenza (disponibile integralmente sul nostro sito) risponde quindi opportunamente, a nostro avviso, il comunicato del Comune (anch’esso disponibile sul nostro sito)

cosa dice il “comunicato” del Comune

  • la sentenza del Tar non ferma l’iter verso l’entrata a regime del nuovo servizio.
  • il ricorso al Consiglio di Stato è solo “per vedere riconosciuta a pieno la legittimità del suo operato”
  • obiettivo del Comune è di dare ai cittadini “un solo numero a cui rispondono tutti gli oltre 4.000 taxi di Milano…”
  • il numero unico 02.7777 entrerà a regime entro fine anno
  • il servizio del numero unico non è concorrenziale né in contrasto con i Radio Taxi, poiché opera sfruttando le nuove tecnologie con modalità diverse da quelle dei RTX
  • con il ricorso, il Comune vuole tutelare il diritto di tutti gli utenti e di tutti i tassisti all’ accesso allo   02 7777″

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senza canone e senza pretese di esclusiva

se lo vogliamo davvero, può essere il futuro

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